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07 giu 2019 - 07 giu 2019

UDITO ED ABILITA' COGNITIVE: CONNESSIONI ED INTERDIPENDENZE

Responsabile Scientifico: Dr. Piero Fanizzi

 

Le iscrizioni sono chiuse per esaurimento dei posti disponibili

L'impatto di una perdita uditiva non è solo funzionale, con limitazioni a livello comunicativo, ma anche sociale ed emozionale. Secondo le ricerche più attuali, le funzioni cognitive sono il risultato di una rete di connessioni molto ampia e dinamica. Nel caso più specifico della funzione uditiva si è potuto constatare che la stimolazione acustica non attiva unicamente aree isolate ma reti neurali multiple. Tutto questo spiega come la deprivazione sensoriale connessa all'ipoacusia possa favorire il decadimento cognitivo.
Le persone che vanno incontro ad un calo delle performance cognitive sono sempre più numerose, anche per un incremento dell'aspettativa di vita, ed il fattore ipoacusia va considerato attentamente al fine di abilitare soluzioni che possano mantenere una mente attiva il più a lungo possibile. Riconoscere in modo tempestivo un deficit uditivo è di fondamentale importanza: intervenire per risolverlo significa mettere in atto strategie terapeutico-riabilitative.
La riabilitazione uditiva tramite l'uso di apparecchi acustici dedicati in soggetti anziani ma non solo, colpiti da ipoacusia e/o acufeni, ripristinando le abilità comunicative, porta ad un miglioramento dell'umore e dei rapporti sociali oltre a fornire migliori performance direttamente collegate alle abilità cognitive riducendo in modo significativo fattori negativi come isolamento sociale e depressione.
Sarà dato spazio alle molte variabili che spesso complicano l'iter diagnostico riabilitativo come gli acufeni e non verranno trascurati gli aspetti tecnici, parte essenziale di una accettazione ottimale della protesi da parte del paziente, dando uno sguardo anche al futuro tecnologico.

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